Perchè il Legno


Negli ultimi anni l'utilizzo del legno come materiale da costruzione sta trovando un impiego sempre maggiore, non solamente nelle zone montane e settentrionali della nostra penisola, ma anche in città più o meno estese. I vantaggi nell'impiego di questo materiale (che vedremo successivamente all'interno della nostra sezione creata per gli edifici in legno) sono però ancora oscurati dai mille dubbi e dalle mille domande che un cliente si pone quando si approccia a queste tipologie di edifici. Le nostre tradizioni edificatorie, fondate sul laterizio e sul cemento, unite alla scarsa conoscenza delle tecniche di utilizzo del legno (non solo per coperture e pavimenti, ma per la realizzazione di tutte le componenti) fanno si che l'impiego di questo materiale sia ancora troppo poco sviluppato rispetto alle possibilità concrete di utilizzo, come dimostrano paesi europei che basano il proprio costruire sul legno. Basterebbe pensare che oltreoceano, in America, le case di legno sono radicate nella cultura da piu di cento anni, interi paesi hanno ricostruito le proprie case dopo terremoti o catastrofi naturali utilizzando il legno; nel nord Europa quasi il 40 % delle abitazioni sono di questo tipo. È un materiale salubre, di facile e veloce realizzazione, reperbile facilmente grazie a programmi annuali di piantumazione, riciclabile, economico e sicuro. In una parola potremmo dire che è davvero SOSTENIBILE. Eppure la prima cosa che ci sentiamo chiedere è se è sicuro in caso di incendio, in caso di terremoti, se costa di più o di meno del mattone. Strano, dato che la maggior parte delle nostre abitazioni crolla con scariche di terremoto non altissime, con le quali edifici in altri paesi avrebbero pochi danni. I nostri edifici, di mattoni e cemento bruciano, e le ultime realizzazioni hanno prezzi a dire poco proibitivi. Insomma abitiamo in edifici di minor sicurezza e con minori garanzie ma il legno rimane nell'immaginario collettivo come matetiale per realizzare il gabbiotto in giardino o lo chalet in montagna. In questa sezione del nostro sito non abbiamo la prestesa di convincere nessuno al riguardo, solo la volontà di far capire al lettore, con numeri concreti ed esempi reali, che il legno deve essere considerato una validissima alternativa in fase di scelta progettuale, corredato da una accurata progettazione che consente livelli di qualità altissimi. Un edificio in legno è sicuro, veloce da realizzare, economico e salubre. Vediamo uno per uno tutti i vantaggi di questo bellissimo materiale!






Bioedilizia e bioarchitettura


Sempre piu spesso sentiamo parlare di bioarchitettura e bioedilizia, senza però sapere esattamente a cosa ci si sta riferendo. In realtà il termine BIO al giorno d'oggi è largamente utilizzato in molteplici campi della nostra vita, lo troviamo quotidianamente davanti ai nostri occhi senza neppure sapere davvero cosa significhi. Molte persone infatti confondono la bioedilizia con la bioarchitettura, pensando che siano la stessa cosa, ma così non è. Parliamo di bioedilizia quando ci riferiamo ai materiali con cui è costruito un edificio, alle composizioni tecnologiche, alle sue caratteristiche di salubrità per l'utilizzatore finale. La bioarchitettura è invece il modo di interpretare l'architettura al fine di ottenere un progetto corretto dal punto di vista climatico, specifico per un determinato luogo e per un determinato microclima, diverso da paese a paese, da nord a sud di una stessa nazione, un progetto che varia con il contesto ambientale e climatico, coretto dal punto di vista dell'orientamento dei locali e con l'obiettivo finale del benessere e del comfort da parte del fruitore. Un progetto quindi che si pone in linea con gli standard normativi esistenti (il protocolo di Kyoto in questo senso fa da linea guida per i paese europei) per il contenimento energetico e i consumi di energia primaria per far "funzionare" l'abitazione. Possiamo quindi dire che la Bio architettura è uno strumento per concretizzare una corretta bioedilizia; senza più confonderli comunemente e accumunarli come la stessa cosa. Vediamo quali sono i principi basilari di Bio architettura per le nostre latitudini che comunemente proponiamo nei nostri progetti, facendo però prima una ulteriore premessa: le regole che citeremo non sono da considerare dei dogmi assoluti, ma sono sempre da equilibrare all'interno di ogni singolo progetto con le peculiarità dell'ambiente circostante, con la volontà del committente, con i vari regolamenti edilizi e comunali, ecc. Sono però da conoscere e da integrare il più possibile (almeno questo è quello che facciamo noi nel momento in cui progettiamo) al fine di evitare scelte completamente sbagliate che mal si accompagnano per giunta all'utilizzo del legno.

I nostri 5 punti di partenza:
1 - Impariamo a conoscere i percorsi solari per un corretto orientamento dei locali, contestualmente al luogo, al clima e bisogni del committente (una casa pensata per Bolzano non può e non deve essere uguale ad una pensata per Messina)
2 - Il sole è una fonte di energia costante e gratuita, utilizziamola: massimizziamo, se possibile, gli apporti solari invernali grazie ad ampie vetrate o serre solari opportunamente collocate;
3 - In estate ho bisogno di ombra e fresco: utilizziamo le giuste schermature a seconda dell'orientamento, magari imparando anche ad usare la vegetazione;
4 - È importante l'energia che accumulo, ma soprattutto quella che NON perdo: forme compatte, volumi semplici, poche aperture a nord migliorano notevolmente il funzionamento del mio edificio;
5 - Funzionale ma bello: serre, aggetti, bovindi, tettoie, insomma tutte le scelte architettoniche razionali possono e devono coniugare una bellezza architettonica assoluta.

Gli edifici sostenibili funzionano e sono belli esteticamente, vedere per credere..
Queste regole semplici ma troppo spesso ignorate, unite e finalizzate all'utilizzo del legno, consentono di realizzare in poco tempo edifici funzionali, salubri, energeticamente ottimali e architettonicamente belli.






Sicurezza


“Ma il legno non brucia?”
“Com’è possibile che le case in legno non brucino scusi?”
“Non possono essere più sicure delle abitazioni in cemento armato, io non mi fido!”

Queste tendenzialmente sono le prime considerazioni e domande che ci vengono poste nel momento in cui ci approcciamo in discussioni riguardanti gli edifici in legno. E quando la risposta che viene data è la seguente “certo che il legno brucia Signora, chi ha mai detto il contrario?” le espressioni di incredulità che appaiono sui volti dei clienti sono davvero da fotografare!
Però è proprio così, il legno brucia (affermazione banale quanto veritiera) ma tuttavia gli edifici in legno hanno lo stesso grado di sicurezza rispetto al fuoco (se non maggiore) rispetto agli edifici tradizionali. Come al solito la paura e la diffidenza sono legate alla nostra scarsa conoscenza, anche perché negli altri paesi del mondo dove gli edifici in legno sono largamente diffusi non si registrano incidenti mortali quotidianamente, ne’ le persone sono impazzite e vivono in edifici non sicuri.

CERCHIAMO ALLORA DI SFATARE UNA PARTE DI FALSI MITI E PREGIUDIZI:
Il legno brucia, è un materiale naturale ed è combustibile. Però non è soggetto ad autocombustione, questo significa che non prende fuoco da solo naturalmente senza un motivo ben preciso o un insieme di cause che differiscono dalla natura del materiale impiegato. Basterebbe pensare al fatto che i mobili e l’arredo presenti nelle nostre case sono costituiti (per la grande maggioranza) da legno, più o meno lavorato e trattato. Eppure mentre compriamo un mobile non pensiamo al suo comportamento in caso di incendio. Perché allora ci spaventiamo di fronte all’idea di abitare in una casa in legno?
Partiamo dal presupposto che la totalità degli incendi che riguardano gli edifici scaturiscono da corto-circuiti, difetti ad elettrodomestici, apparecchi per la cottura dei cibi, mozziconi di sigarette mal spenti, ecc. e vediamo cosa succede in caso di propagazione di un incendio, confrontando il comportamento delle strutture lignee con quelle tradizionali in cemento armato:

1 - COMPORTAMENTODEL MATERIALE IN CASO DI INCENDIO
Legno: Il legno brucia dall’esterno verso l’interno, ed essendo un materiale naturale (contenente quindi acqua) ed un pessimo conduttore di calore, le zone interne della porzione soggetta ad incendio, vengono sostanzialmente protette da quelle esterne, che carbonizzano ad una velocità di circa 0,7 mm / minuto (che per comodità potremmo arrotondare a 1 mm/minuto). Questo significa che il legno “usurato” (la parte più esterna, carbonizzata) diventa di colore nero (ecco perché è prevedibile la combustione del materiale, riesco ad occhio a capire quale porzione è ancora sana e quale invece ha perso le proprietà iniziali), ma si consuma solo per 1 mm/minuto e occorrono temperature intorno ai 300 ° C per creare seri danni alla struttura. Se volessimo fare un esempio concreto potremmo considerare una trave di 25 cm di altezza, con una sezione utile di resistenza di circa 18/20 cm. Avremmo circa 55 minuti minuti di tempo prima che l’effetto del fuoco intacchi la sezione utile, un tempo considerevole e più che sufficiente per evacuare l’edificio in tutta sicurezza.


TEST COMPORTAMENTO AL FUOCO

Acciaio: Il comportamento dell’acciaio è totalmente diverso rispetto a quello del legno, innanzitutto perché non presenta il fenomeno della carbonizzazion8o carbonatazione), quindi visivamente non siamo in grado di percepire l’effettivo degrado della struttura fino al momento del collasso della stessa. Sono sufficienti temperature intorno ai 200 ° C per deformare completamente la struttura dell’acciaio, con deformazioni irreversibili e comprendenti l’intera sezione dell’elemento, con la perdita delle caratteristiche strutturali in tempi più veloci e non prevedibili.
In caso di incendio parziale ad esempio, è possibile sostituire solo la struttura portante lignea colpita dall’incendio, le barre di armatura in acciaio invece, perdendo completamente le proprietà strutturali originarie, devono essere sostituite completamente, anche in zone non colpite direttamente dalle fiamme.

2 - PROTEZIONE DELLA STRUTTURA VERTICALE
Nonostante l’impiego del legno per le strutture verticali, le finiture (variegate e personalizzabili) sono quasi sempre assimilabili a quelle di un manufatto tradizionale: cappotto (sia esso in EPS, fibra di legno, lana di roccia,ecc.), strato di intonaco e successiva rasatura e finitura (tinteggiatura, rivestimento,ecc.). Questo significa che di fatto il legno è sormontato su entrambe le facce da ulteriori materiali, molte volte con scarsa conducibilità, diminuendo ulteriormente le probabilità di venire a contatto con le fiamme.

3 - LE ASSICURAZIONI E I PRODUTTORI
La sicurezza degli edifici in legno è valutabile anche dal comportamento delle compagnie assicurative: in linea di massima ad una alta percentuale di danno corrisponde un alto premio da versare all’assicurazione. Basta documentarsi per capire che ormai, allo stato attuale, le compagnie assicurative di fatto equiparano le abitazioni tradizionali a quelle innovative in legno, applicando di fatto gli stessi premi assicurativi. I produttori invece, possono estendere il certificato di garanzia della struttura (o di parte di essa) fino a 30 anni dalla data di costruzione, dato molto indicativo che dovrebbe far riflettere sull’effettiva solidità e resistenza di questo tipo di fabbricati.

4 - COMPORTAMENTO SISMICO
Per quanto concerne il comportamento sismico delle strutture in legno, non volendo entrare in dettagli tecnici e di difficile comprensione per i nostri lettori, ci limitiamo solamente a dire che il legno ha un comportamento elastico in caso di evento sismico, questo significa che gli elementi si deformano sotto l’azione di forze esterne, ma non si rompono e non perdono le loro proprietà iniziali, con un alto grado quindi di reversibilità. Vi invitiamo quindi a valutare personalmente il comportamento dell’edifico in caso di sisma, rinviando la vostra attenzione all’esperimento condotto nel 2007 dall’Istituto IVALSA (Istituto per la Valorizzazione del Legno e delle Speci Arboree del Consiglio Nazionale delle Ricerche) dove un edificio in legno costituito da panneli in X-LAM è stato sottoposto ad una scossa di terremoto pari a circa 7,2 magnitudo sulla scala Richter (pari al terremoto verificatosi a Kobe, in Giappone). Lasciamo a voi i giudizi e la curiosità di approfondire ulteriormente l’argomento..


TEST COMPORTAMENTO SISMICO






Costi


La seconda domanda che ci viene posta solitamente riguarda il prezzo degli edifici in legno: "Quanto costa? E’ davvero più conveniente di un edificio tradizionale in laterocemento?" La risposta è Si, è davvero più conveniente di una costruzione tradizionale.
Però avevamo anche precisato inizialmente che il nostro scopo in questa sezione del sito non è quello di convincere nessuno, bensì di mettere a conoscenza il lettore di dati, informazioni, immagini, insomma dare degli imput che poi saranno da sviluppare autonomamente qualora lo si desideri.
Ci limiteremo quindi a dare qualche informazione di costo e qualche informazione tecnica, paragonando un edificio tradizionale ad uno in legno. Per quanto riguarda i costi di costruzione possiamo fornire qualche dato, ma supponiamo per ora che il costo sia il medesimo di una casa tradizionale, facciamo qualche considerazione: un edificio realizzato in legno, con l’impiego dei giusti materiali isolanti abbinato ad una corretta progettazione non richiede molta energia per funzionare, ciò significa che la componente impiantistica e il suo utilizzo è drasticamente ridotto. In estate non serve climatizzazione meccanica per il comfort abitativo (il legno è un pessimo conduttore di calore e permette di traslare nel tempo la trasmissione del calore accumulato ) ed in inverno l’utilizzo degli impianti per il riscaldamento è ridotto al minimo.
Prima considerazione: quanto spendiamo di gas e/o energia elettrica per riscaldare e raffrescare la nostra casa durante l’anno? Con un edificio di questo tipo si risparmierebbero circa 2000 euro/anno, con un ritorno economico in 10 soli anni di circa 20.000 euro.
Seconda considerazione: vale davvero la pena comprare una casa in laterocemento (seppur ben coibentata) se poi occorre sempre fare ricorso all’impiantistica per stare bene all’interno della propria abitazione? Oltre che un fattore economico diventa un vero e proprio fattore ambientale e di salubrità. Non vorremmo poi commentare quelli edifici in classe A che però costringono gli utenti ad installare orrendi tendaggi da sole per evidenti errori di progettazione ed orientamento, con un evidente discomfort interno.
Se non fossero sufficienti queste considerazioni aggiungiamo che con una fascia di prezzo all’incirca intorno ai 1300/1600 Euro/mq la casa è pronta per essere venduta. Bisogna però sottolineare che la cifra sopra riportata non comprende il costo per gli scavi di fondazione, per l’acquisizione del terreno e per tutto l’iter burocratico, poiché questi elementi sono soggettivi a seconda del tipo di progetto, dell’area in cui si costruisce,ecc. ma sono assolutamente gli stessi per le case in laterocemento. Il confronto va fatto quindi a parità di metratura e a parità di progetto, ma soprattutto a parità di prestazioni: uno stesso comportamento energetico richiederebbe l’utilizzo di una parete in legno di circa 25 cm, mentre sarebbero necessari 40 cm di laterocemento per avere le stesse prestazioni.
Le aziende poi danno al cliente la possibilità di affidarsi comunque alle proprie imprese di fiducia per il completamento dell’edificio, consegnando la struttura a livello “grezzo avanzato”, con le parti esterne finite (serramenti installati, tinteggiatura, cappotto,intonaco,ecc.) e gli interni da completare nelle parti impiantistiche e di finitura. La soluzione “chiavi in mano” invece consente di affidarsi ad un’unica impresa referente che consegna la casa pronta per essere abitata. Le soluzioni, come abbiamo già detto, sono ampiamente personalizzabili al contesto e alle esigenze del cliente, con l’utilizzo di diversi materiali e finiture, che naturalmente (al pari di un edificio tradizionale) possono influire più o meno sui costi sopra accennati.






Tempistiche


I tempi di costruzione per un edificio di questo tipo, infatti, risultano essere straordinariamente competitivi: in soli 150 giorni dall’inizio degli scavi, la casa è pronta per essere abitata. In cinque mesi quindi si è in grado di realizzare l’edificio completo in ogni suo aspetto, dagli scavi alle finiture alla parte impiantistica,lasciando davvero poco margine di errore sul cronoprogramma delle lavorazioni.
Primo confronto: una sola villetta di circa 120 mq, realizzata in laterocemento, è pronta per essere abitata in soli 150 giorni?
Non solo per le difficoltà oggettistiche che possono incorrere durante i lavori (le capacità della manodopera, le condizioni climatiche, il reperimento dei materiali,ecc,) ma anche per tempistiche oggettive legate all’utilizzo di determinati materiali specifici, poiché il cemento e le malte devono asciugare, non è possibile lavorare in ogni condizione climatica, la realizzazione è legata all’esperienza e alla bravura della manodopera,ecc.
Con il legno tutto ciò non accade, poiché a parte la platea di fondazione (questa si realizzata in cemento armato anche per questo tipo di edifici) tutto il fabbricato giunge in cantiere già pronto per essere assemblato alla struttura di fondazione, o comunque consentendo un montaggio davvero veloce. La costruzione non prevede l’utilizzo di leganti cementizi, solamente di fissaggi meccanici (viti,chiodi,tasselli,ecc) quindi le tempistiche per la posa non prevedono tempi di asciugatura e maturazione dei materiali e sono davvero dimezzati.
Se la parete giunge in cantiere completa addirittura di infissi e predisposizioni impiantistiche, in due giorni di lavoro è possibile completare un piano intero del fabbricato. Diminuiscono gli scarti dovuti alle lavorazioni, l’utilizzo di sostanze nocive, le sostanze inquinanti immesse nell’ambiente, si diversifica l’utilizzo dei macchinari da utilizzare e si diminuisce notevolmente l’impatto acustico sull’ambiente. La parte impiantistica, a fronte di una miglior progettazione preliminare dell’edificio, non richiede l’impiego di assistenza muraria, poiché le predisposizioni trovano spazio non nella muratura ma in materiali facilmente lavorabili (contropareti, lana di vetro, isolanti minerali,ecc.)
Le tempistiche quindi diventano un elemento vincente e difficilmente eguagliabile dai cantieri tradizionali, e personalmente solo per questo fattore sarei propenso a scegliere una costruzione di questo tipo, poiché l’idea di realizzare un’abitazione in soli 6 mesi completa di finiture è una cosa davvero affascinante. L’iter procedurale naturalmente è il medesimo rispetto alle case tradizionali, ovvero è necessario ottenere i permessi di costruzione, affidarsi ad un progettista per il progetto, la direzione tecnica dei lavori, il coordinamento della sicurezza,ecc.
Non ci sono scontistiche per quanto riguarda gli oneri di urbanizzazione da versare al comune, insomma l’iter burocratico è il medesimo per tutti gli edifici (a dimostrazione, laddove fosse ancora necessario, che questo tipo di costruzioni sono delle vere e proprie abitazioni a tutti gli effetti e non dobbiamo confonderle con i gabbiotti per gli attrezzi del giardino…).





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